LA VIOLENZA TRAVESTITA DA AMORE

LA VIOLENZA TRAVESTITA DA AMORE

Tra gli argomenti di cui si parla maggiormente in questo periodo c’è quello della violenza sulle donne, che quasi quotidianamente apre i titoli di giornali e telegiornali.
Da una ricerca ISTAT risulta che il 14% delle donne italiane è stata vittima di violenze fisiche, sessuali, psicologiche.
La cosa allarmante è che di questo 14% solo una piccola percentuale denuncia la violenza subita.
Quello che ferma le donne dal denunciare le violenze a cui sono sottoposte è la paura, la rabbia, l’insicurezza, la perdita di autostima e di fiducia negli altri.
Spesso, inoltre, gli aggressori si trovano proprio tra le mura domestiche, sono i mariti, fidanzati, conviventi, genitori, persone cioè di cui la donna ha grande fiducia e a cui è legata da forti sentimenti.
Nel 2009 finalmente in Italia viene approvata una legge, la n. 38, che fornisce un aiuto concreto alle donne e ad oggi esistono consultori e associazioni che offrono assistenza, ma, come sempre la cosa più importante è riuscire a cambiare partendo da noi stessi.
Imparare a volerci bene e a difendere i nostri diritti è il primo passo.

Commentare è difficile e il rischio di dire cose scontate è grande.
Per questo ho deciso di riportare il pensiero di una donna – Luciana Litizietto – che con la sua ironia e semplicità, ha saputo trovare parole, a mio avviso, molto efficaci:

“In Italia, in media ogni due o tre giorni un uomo uccide una donna, una compagna, una figlia, un’amante, una sorella, una ex.
Magari in famiglia, perché non è che la famiglia sia sempre, per forza, quel luogo magico in cui tutto è amore.
La uccide perché la considera una sua proprietà, perché non concepisce che una donna appartenga a se stessa, e sia libera di vivere come vuole lei e persino di innamorarsi di un altro.
E noi che siamo ingenue, spesso, scambiamo tutto per amore.
Ma l’amore, con la violenza e le botte non c’entrano un tubo.
L’amore, con gli schiaffi e i pugni c’entra come la libertà con la prigione.
Noi, a Torino, che risentiamo della nobiltà reale diciamo che è come passare dal risotto alla merda.
Un uomo che ci mena non ci ama, mettiamocelo in testa, salviamolo nell’hard disk.
Vogliamo credere che ci ami, bene, allora ci ama male.
Non è questo l’amore.
Un uomo che ci picchia è uno stronzo, sempre, e dobbiamo capirlo subito, al primo schiaffo, perché tanto arriverà anche un secondo, e un terzo, e un quarto.
L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe le costole, non lascia lividi sulla faccia.
Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti. No, ne abbiamo una sola.
Non buttiamola via.”

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One thought on “LA VIOLENZA TRAVESTITA DA AMORE

  1. Purtroppo la nostra cultura porta molte donne che vengono maltrattate dai loro, mi risulta difficile usare questo vocabolo,”uomini” a pensare di essere amate comunque.
    Penso che le famiglie possano fare molto, magari parlando con i propri ragazzi mentre crescono, indipendentemente da ciò che la nostra cultura contemporanea ci propone attraverso stereotipi televisivi e cinematografici.

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